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Picchetto Fratin: «Nel decreto energia norme sui prezzi, sulla cattura di CO2 e sui data center»
https://www.corriere.it/economia/aziende/25_ottobre_17/picchetto-fratin-nel-decreto-energia-norme-sui-prezzi-sulla-cattura-di-co2-e-sui-data-center-36ac92ea-cd3e-492d-b8b3-e1d78d95cxlk.shtml?refresh_ce – October 17, 2026
Picchetto Fratin: «Nel decreto energia norme sui prezzi, sulla cattura di CO2 e sui data center»
Il mix energetico sarà fondamentale per affrontare il crescente aumento dei consumi. Occhi puntati anche sul nucleare di nuova generazione e sul biometano
Un mix energetico, un quadro regolatorio chiaro e gli investimenti in tecnologie sono fondamentali per lo sviluppo del sistema energetico del futuro. È quanto emerso nel corso della 7° edizione del «Green & Net Zero Talk – L’energia interconnessa» organizzato da Rcs Academy in collaborazione con il Corriere della Sera. Diverse novità saranno già contenute con il prossimo decreto energia che «conterrà – ha detto Gilberto Picchetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica – norme riguardo ai prezzi, all’attività di cattura di CO2, al gas release anche se dobbiamo trovare il gas a buon prezzo e, per la prima volta, proverà a definire le procedure di permitting sui data center». Inoltre, si stanno facendo passi concreti «per iniziare l’iter per un disegno di legge al fine di definire il quadro giuridico per il nucleare di nuova generazione, un percorso necessario per coprire il fabbisogno futuro».
La «neutralità tecnologica» evita la dipendenza da una sola tecnologia
Per Nunzia Ciardi, vice direttore generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, non è da sottovalutare il problema della sicurezza delle reti dove «la digitalizzazione e l’AI, con la sua capacità di processare una quantità enorme di dati in tempi brevi, svolgeranno un ruolo fondamentale». L’altro passaggio è favorire la decarbonizzazione dei settori hard to abate (cemento, metalli, chimica, acciaio, ceramica) che «pesano – dice Ferrante Benvenuti, managing director and partner Practice Energy BCG – per il 15% delle emissioni totali e il 60% di quelle industriali. Sarebbe utile finanziare con fondi pubblici l’iter di decarbonizzazione di queste industrie». Oltre a ragionare in un’ottica di «neutralità tecnologica» e spingere quindi su diverse tecnologie.
Sviluppare tecnologie in ottica di mix energetico
È ormai evidente che il mondo dell’energia sta cambiando. «Siamo in una fase – ha evidenziato Francesco Beccali, chief financial officer Terna – di transizione del sistema normativo in Italia, le attività regolate permettono di avere ricavi favorendo la solidità dell’azienda e, al contempo, il rafforzamento della rete elettrica». Per Alessandro Bresciani, senior vice president Energy Equipment Baker Hughes, «per intraprendere la traiettoria giusta per l’energia del futuro, dobbiamo sviluppare le tecnologie in ottica di mix energetico». Secondo Pierfrancesco Latini, chief Risk Management e Sustainability Acea, «oltre allo sviluppo economico e finanziario bisogna considerare l’impatto sul territorio favorendo anche la flessibilità della rete». Per Pier Francesco Rimbotti, founder & ceo Infrastrutture, «le energie rinnovabili sono distribuite sui territori e, di conseguenza, hanno un impatto sulle popolazioni contribuendo all’autonomia dei Paesi». In futuro, ha evidenziato Francesco Gori, presidente Prysmian, «la digitalizzazione e l’interconnessione tra Paesi favoriranno la distribuzione di energia e si potrà così bilanciare il fabbisogno in base alle varie fonti di energia rinnovabile».
Transazione digitale ed energetica sempre più collegate
Un cambio di passo è ormai in corso. Per Paolo Gallo, ceo & general manager Italgas, «dobbiamo uscire da un approccio ideologico, tra i tanti elementi che possono concorrere alla transizione energetica sono da prendere in considerazione l’idrogeno e lo stoccaggio di energia». «Dobbiamo pensare – ha sottolineato Agostino Scornajenchi, ceo Snam – su come dare un sostegno alle industrie e farlo in modo competitivo». La trasformazione digitale e quella energetica sono sempre più legate tra loro. «Costruirsi la propria tecnologia – ha affermato Claudio Descalzi, ceo Eni – permette di entrare in strade completamente nuove e le esplorazioni di modelli economici-finanziari ci hanno permesso di concentrarci sul green». Anche perché è necessario recuperare il tempo perduto. «Siamo in ritardo – ha dichiarato Nicola Monti, ceo Edison – di 5 anni sull’obiettivo di installazione di potenza fotovoltaica, di 7-8 anni per gli impianti eolici e almeno di 40 anni sugli accumuli». Per evitare di perdere competitività e sprecare risorse economiche, «la transazione deve essere portata avanti con la stessa velocità anche ragionando su una piattaforma condivisa di sviluppo europeo».
Coinvolgere anche i consumatori nella transizione
Per sostenere la trasformazione energetica è anche necessario avere le risorse economiche per supportare i progetti. Ma Stefano Granella, ceo & general manager Gruppo Dolomiti Energia, parlando della loro iniziativa di emissione di un Green Bond, ha sottolineato che l’idea «non era solo di coinvolgere gli investitori istituzionali ma anche i piccoli investitori, un modo concreto per far vivere la trasformazione anche ai consumatori». «È arrivato – ha sostenuto Luca Dal Fabbro, presidente esecutivo Iren e presidente Utilitalia – il momento di cambiare il paradigma: sostenibilità, sicurezza energetica e competitività devono procedere di pari passo». Per Enel, bisogna prendere coscienza che «il mix energetico di questo paese non è sano perché non può dipendere per il 65% della produzione di energia da fonti che non controlla. Oltre ai progetti di accumulo, la sfida è lavorare sulla rete di distribuzione».
Possibilità per l’Italia per lo sviluppo dei data center
Senza dimenticare uno dei temi centrali per il futuro: i data center. Per Renato Mazzoncini, ceo e general manager A2A, «per l’Italia c’è ancora speranza di uno sviluppo in questa direzione». E guardando i numeri «ci sono 10.000 data center nel mondo, 2.000 in Europa e 168 in Italia, solo Milano rappresenta il 40% dello sviluppo complessivo in Italia». Infatti, ha sostenuto Monica Iacono, presidente e amministratore delegato Engie Italia, «nonostante le complessità e la necessità di semplificare e accelerare alcuni aspetti come il permitting, siamo un Paese attrattivo». Orazio Iacono, ceo Gruppo Hera, ha illustrato il piano della società che «prevede un investimento di 3 miliardi dedicati alla transizione green, ma non dobbiamo dimenticare di essere attrattivi per i giovani». Secondo Ugo Salerno, executive chairman RINA, non si può prescindere da «un avanzamento tecnologico, ora dobbiamo guardare alla cattura di CO2, che finalmente è stata inserita nella tassonomia europea, e al nucleare». Emanuela Trentin, ceo Veolia Italia, ha concluso ponendo l’accento sul biometano «una risorsa strategica per la sicurezza energetica, la decarbonizzazione e l’economia circolare che permette di trasformare scarti agricoli e rifiuti in energia pulita, riducendo la dipendenza dai gas fossili e restituendo valore ai territori. Ma per favorire la crescita del settore servono regole chiare e stabili, capaci di sostenere gli investimenti e valorizzare il ruolo dei player industriali».